Corso Francia, Torino. Origini e un po’ di storia

Quando guardiamo una mappa di Torino ci accorgiamo subito di Corso Francia. Taglia praticamente la città in due, dal centro fino a Rivoli, e rappresenta una delle più importanti strade del capoluogo piemontese.

Da piazza Statuto possiamo scorgere il suo inizio. Il nome deriva dal fatto che era stato costruito proprio per raggiungere la zona ovest, da dove poi si poteva intraprendere il tragitto verso Susa e i valichi del Moncenisio e del Monginevro, ai confini con la Francia.

Il giorno 27 luglio del 1711, più di trecento anni fa, Vittorio Amedeo II ordinò la costruzione di una strada che unisse Torino a Rivoli. Una volta realizzata, si dimostrò subito utile per la rete dei trasporti; non solo: i torinesi la utilizzavano con piacere. Un lunghissimo viale alberato di 11 chilometri, largo 35 metri, con numerosi olmi che garantivano ai passanti un viaggio ombrato, al fresco d’estate e al riparo durante le brevi piogge. Un percorso particolarmente gradito per un giro in carrozza, dai palazzi del centro di Torino fino al Castello di Rivoli.

L’ingegnere, architetto, che ne concepì la struttura si chiamava Michelangelo Garove (nato a Chieri il 29 settembre del 1648 e morto a Torino il 21 settembre 1713) ma, in realtà, non riuscì nell’impresa di costruire un perfetto rettilineo. Infatti, nell’ultimo tratto verso la provincia, fu necessaria una piccola variazione, a causa di un campo che non si riuscì ad acquistare per la contrarietà dei proprietari.

Veduta di corso Francia da Rivoli

Nel 1817 Corso Francia passò di proprietà al Demanio, ma gli alberi rimasero al Comune. Mentre nel 1905 vennero aggiunti più di 200 platani.

Lungo il corso, a lato, erano presenti i binari del tratto ferroviario che da piazza Statuto collegava Rivoli. Il treno ci metteva circa 30 minuti a percorrere il tragitto. Nel 1877 fu realizzato un percorso per tram direttamente su Corso Francia, da piazza Statuto alla Tesoriera. Cinque anni dopo il mezzo di trasporto cittadino arrivava fino a Rivoli.

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