La Forma Incerta dei Sogni, di Leonora Sartori (recensione libro)

Un romanzo di “Memoria” quello che vi vogliamo proporre quest'oggi, una storia che scorre sul doppio binario della voglia di cambiare il mondo, due angolature distanti che alla fine convergeranno fino ad incrociarsi.

Stiamo parlando del romanzo di esordio della scrittrice vicentina Leonora Sartori, “La Forma incerta dei sogni”.

Il racconto ha come sfondo il Sud Africa, luogo di battaglie contro razzismo e apartheid.

Un viaggio, dell'autrice, alla ricerca di sei volti, per non lasciare nulla in sospeso, per completare e fare chiarezza sulla sua infanzia, quando veniva soprannominata "Leo", quando non comprendeva appieno l’impegno di suo padre a favore di una lotta per un paese lontano e il cui ricordo più vivo era un adesivo appiccicato alla cassettiera della sua stanza da bambina. Un adesivo che ricordava la vicenda dei sei di Sharpeville in Sud Africa.

Era il lunedì mattina del 3 settembre 1984. “Non paghiamo più l’affitto. Questa terra è nostra”. Sei persone con le mani legate dietro la schiena: Ja Ja, appassionato di cinema, uomo di poche parole; Oupa, bravo a golf, preciso, ha tutto sotto controllo grazie alla profonda conoscenza di se stesso; Reid e i suoi dialoghi con quel Dio che “pensa che la mia vita sia sbagliata”; Theresa e “il posto delle ragazze”; Francis, il super calciatore; Duma, il maestro.

La forma incerta dei sogni” ci accompagna attraverso i pensieri di questi uomini e donne, alla crescita della piccola Leo, dalla sua infanzia fino alla sua maturità e a quella meta che è volta a delineare delle ombre dai contorni sfumati.

La Forma incerta dei sogni
di Leonora Sartori
Piemme
166 pagine
14 euro

(Dario De Vecchis)