28 Grammi Dopo, di Iacopo Barison (recensione libro)

Una storia semplice non ha bisogno di una prosa forbita e neanche di un attenzione meticolosa nella struttura come nelle parole. Una storia semplice può essere buttata giù quando si vuole, basta sia corretta. Una storia semplice non ha bisogno di tanti accorgimenti, inizia e si conclude quando si vuole, forse senza chiederci neanche il perché la si scrive o che funzione sociale possa avere la sua trama o conclusione.

Un premessa utile per introdurre il lettore al libro di Iacopo Barison28 grammi dopo”.

Barison non ha scritto però una storia semplice, tutt’altro, ma lo ha fatto scrivendo “maledettamente” bene e con semplicità. Ci ha colpito, lo diciamo subito, la sua giovane età: 22 anni! Abbiamo pensato: meno male, c’è chi scrive ancora con gusto, e visto il tempo naturale che ha da trascorrere in questo mondo ci saranno altre occasioni di lettura.

Barison costruisce così una storia generazionale e ci piace sottolinearlo senza retorica o spunti morali. Il personaggio principale e l’Io narrante è il giovane Daniel che vive a Milano, alla periferia della città, sbarcando il lunario con mille accorgimenti e per la nostra visione del mondo, ormai troppo intrisa di comodi e standardizzati preconcetti, si vorrebbe da subito gettare dalla consueta torre.

Tira a campare e vive ai margini. La sua giornata ha un suo inizio e una sua conclusione; in mezzo, ci sono più o meno prove da affrontare che evita accuratamente per il suo bisogno personale di trasgressione, quello della droga. Daniel ne prova di tutti i tipi, tanto che diventa un esperto del settore (almeno così lo delinea Barison), con una conoscenza degli effetti di certe sostanze che lascia attoniti e che si possono comparare a certe pagine di Bukowski... Strano personaggio questo Daniel.

Accettiamo però le sue provocazioni: dalle truffe informatiche, al bisogno di paradisi artificiali che lo fanno scendere a patti con la malavita, più o meno organizzata ma pur sempre pericolosa; alle sue amicizie caotiche con Said e Orlando (che potrebbero essere protagonisti di altri romanzi), alle diverse esperienze sessuali, alle esperienze lavorative, al rapporto con il mondo degli adulti segnato da una quanto mai improbabile e pulp morte del padre.

Daniel ci fa pensare, ci fa anche in qualche sua avventura ridere. E', bene o male, un novello Ulisse che vive le proprie esperienze come quella tragica ma anche mitica della vacanza a Budapest con i suoi amici. Alzi la mano chi non ha mai vissuto una esperienza nella quale si è lasciato andare totalmente e che ancora ricorda con malinconia, anzi, come dicono i brasiliani, saudade.

Barison gioca molto con le coincidenze, la fatalità o la relatività.
28 grammi dopo... un esordio letterario semplicemente da gustare.

28 Grammi Dopo
di Iacopo Barison
Voras Edizioni
2010
139 pagine
13 euro

(Dario De Vecchis)