Origini di Torino. Breve storia di Augusta Taurinorum

Porte Palatine - TorinoProviamo a conoscere meglio la storia di Torino, le origini di Augusta Taurinorum.

Fondata dai Taurini, la città prende inizialmente il nome di Taurasia.
Non si conosce con esattezza l’etimologia di tale vocabolo, ma sappiamo che “Taur” o “Thor” significava “monte” in aramaico e probabilmente anche in celtico.
I Taurini erano quindi gli “abitanti dei monti”, scesi in pianura per fondare un nuovo centro urbano, l’attuale Torino.
E’ probabile che anche il simbolo storico del toro derivi dalla parola Taur.

La prima vera prova della città fu l’assedio di Annibale che durò 3 giorni prima che il comandante cartaginese ne conquistasse le mura. Questo evento, visto dai romani come una prova di coraggio e come aiuto nel rallentamento dell’avanzata nemica, ne segnò il destino. Divenne un’importante colonia militare e fu ribattezzata Julia Augusta Taurinorum.

Giulio Cesare concesse agli abitanti la cittadinanza romana e con il passare dei secoli, grazie alla sua posizione geografica, fu considerato un insediamento strategico dal punto di vista militare e politico.

Nel IV secolo vi fu introdotto il Cristianesimo e in seguito, sotto il dominio dei longobardi, rappresentò la linea di confine con il Regno dei Franchi.

Con il costituirsi del Regno d’Italia (IX secolo) Torino divenne, per volere di Berengario II, feudo d’Arduino il Glabro.

Seguirà un periodo importante che vedrà la contea torinese raggiungere alti livelli di potenza e prosperità. Adelaide di Susa, figlia del Marchese d’Italia Olderico Manfredi e sposa di Oddone, figlio di Umberto Biancamano, divenne la Reggente della Marca, stabilendo così il primo anello di congiunzione tra i possedimenti transalpini e quelli italici della Casa di Savoia.

Nel 1091 la Marca d’Italia fu assunta dai Conti di Savoia. Seguirono diversi domini e influenze politiche sulla città: il potere vescovile, il feudo di Tommaso II (fratello di Amedeo IV), la dominazione angioina, Guglielmo VII di Monferrato, la stirpe degli d’Acaja.

Ma nel 1418 tornarono i Savoia con Amedeo VIII che fece della città il centro principale di tutti i suoi possessi piemontesi.

Nel 1563, dopo trent’anni di dominio francese (pace di Caveau-Chambrésis), Emanuele Filiberto, ricostruito il ducato sabaudo, rientro nella città definitivamente e vi concentrò i principali uffici di governo, trasformandola in una vera e propria capitale.

Liberata dall’assedio dei franco-ispani (1706) dalle truppe del Principe Eugenio, giunto in soccorso del cugino Vittorio Amedeo II (il primo re sabaudo), la città conobbe, per tutto il secolo XVIII, il meraviglioso sviluppo urbanistico ed architettonico che le diede quell'impronta regale oggi ancora ben visibile.

Nel 1814, liberata anche dal dominio napoleonico, accolse trionfalmente il rientro di Vittorio Emanuele I (temporaneamente esiliato in Sardegna). Iniziò l’evoluzione politico-sociale in senso liberale (in seguito anche ai moti del 1821) che portò al battesimo, fra un fiorire di speranze in ogni parte d’Italia, dello “Statuto” di Carlo Alberto.

Lo Stato sabaudo, arricchito di territori, potente per organizzazione, forze economiche e per alleanze, aveva iniziato il più ardito e nobile periodo della propria secolare esistenza e Torino s’accingeva a diventare (come in effetti divenne, dal 1861 al 1865) la prima capitale del Regno d’Italia.