Cinema: "L'Atalante", di Jean Vigo (recensione, trama)

"Il cinema può andare avanti quanto vuole, ma non supererà mai e forse non raggiungerà mai un film come 'L'Atalante', un film dove c'è già dentro tutto". (Luis Buñuel)

La storia ha inizio con il matrimonio tra Juliette (Dita Parlo) e Jean (Jean Dasté).
Seguono i saluti a tutti i parenti e l'imbarco su una chiatta, l'Atalante.
I due novelli sposi affrontano il viaggio insieme ad un giovane mozzo e un vecchio marinaio, Père Jules (Michel Simon).

Juliette e Père Jules diventano molto amici.
La giovane è affascinata dai viaggi del marinaio e dalla sua collezione di souvenir.
Non era mai uscita dal proprio paese.
Nascono nuove emozioni.
Jean diventa geloso.
Arrivano a Parigi.
Juliette chiede al marito di fare un giro nella romantica città ma qualcosa va storto e non vi riesce.
Quindi decide di andarci di nascosto.
Jean, non trovandola, si preoccupa e la cerca dappertutto.
Famosa la scena, vista spesso in televisione, di lui che si tuffa nel fiume.
Sott'acqua vede apparire lei, vestita di bianco, fluttuante nell'acqua.
Una storia d'amore, un capolavoro del cinema.
Una pietra miliare della Nouvelle Vague.
Realismo con scene surreali.

L'Atalante
di Jean Vigo

produzione: Francia (1934)
genere: drammatico
durata: 85-89 minuti (1 ora e 25-29)
attori: Dita Parlo, Jean Dasté, Père Jules, Louis Lefebre
sceneggiatura: Jean Vigo, Albert Riéra
fotografia: Jean-paul Alphen, Louis Berger, Boris Kaufman
montaggio: Louis Chavance
musiche: Maurice Jaubert
scenografia: Francis Jourdain

note
Il film è stato girato lungo un fiume nel novembre del 1933. Situazione che ha peggiorato le condizioni di salute del regista, affetto da tubercolosi.