Altri due ciclisti morti a Torino. Protesta del Bike Pride

Parte dai recenti fatti di cronaca il Bike Pride Fiab Torino, per sottolineare la situazione ciclabile del capoluogo piemontese.

Due ciclisti morti in 24 ore, investiti mentre pedalavano sulle loro biciclette.

L'associazione lamenta lo stato di stallo che sta bloccando alcuni progetti, come ad esempio il Biciplan, le pedonalizzazioni e le zone 30.

Alcune tutele che il Comune aveva promesso, mentre i cittadini sulle due ruote ecologiche, continuano a rischiare la vita, tra una strada e l'altra, tra un incrocio e un viale.

Giuseppe Piras, il presidente di Bike Pride Fiab Torino, ha dichiarato:

"Il solo obiettivo nella pianificazione di Torino è -da sempre- fluidificare il traffico privato e aumentare la velocità delle auto, anche a costo di avere qualche “effetto collaterale”, ma questi “effetti collaterali” hanno un nome e un cognome, sono uomini, padri, fratelli, figli e amici, come Paolo Lorenzati e Dai Shen Shu."

L'associazione punta il dito sull'Amministrazione cittadina, colpevole di pensare più ai parcheggi, al traffico dei veicoli a motore, che agli spazi per donne, uomini, bambini e famiglie.

"Non intervenire ora, rimanere in silenzio, è essere conniventi e co-responsabili delle tragedie a cui -ancora una volta- abbiamo assistito in questi ultimi due giorni".

Il Bike Pride Fiab Torino lancia, sui social network, l'hashtag #bastamortinstrada.

Intanto, per questo mercoledì (ore 13), è stata organizzata una manifestazione davanti a Palazzo Civico (Piazza Palazzo di Città).

Associazione culturale Bike Pride Fiab Torino
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Online bikepride.it