Ex MOI Torino, tra polo scientifico e profughi nelle palazzine

Profughi Torino - Foto di Alberto AlpozziLa zona caratterizzata dagli ex mercati generali del MOI (Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso) e dall'ex villaggio olimpico di Torino 2006, è stata ultimamente coinvolta da due notizie di attualità completamente diverse fra loro: un progetto scientifico e l'occupazione da parte di profughi.

L'idea di creare un polo di scienza e tecnologia, nell'area abbandonata di via Giordano Bruno 181, è stata avanzata dal Politecnico che ha formalmente chiesto al Comune la concessione dell'ex MOI, comprendente circa 17.000 mq.

Un progetto ambizioso, la realizzazione di un centro scientifico dove studenti, ricercatori, professori potrebbero accedere, scambiarsi idee, opinioni, condividere i propri lavori, le risorse a disposizione e progettare collaborazioni insieme ad altri studiosi.

La richiesta del Politecnico garantirebbe un valore aggiunto per la città universitaria torinese, sia a livello nazionale che internazionale, attirando "nuove menti" e magari fondi, sempre utili nella ricerca.

I fatti di cronaca, invece, riguardano l'occupazione dell'ex villaggio olimpico da parte di alcuni cittadini stranieri. Oggi, una Commissione del Comune, ha fatto un sopralluogo per verificare la situazione.

A quanto riferiscono i consiglieri, delle palazzine risultano essere occupate da profughi e rifugiati che giungono dalla Libia ma che sono di 26 differenti nazionalità.

Si è registrato un elevato livello di degrado nelle parti esterne ma servirebbe un ulteriore sopralluogo "più approfondito", come ha sostenuto Roberto Carbonero, presidente della Commissione controllo di gestione, impossibilitato a procedere con le verifiche nel corso della giornata.

La Commissione ha incontrato una delegazione degli occupanti. Diverse le problematiche riscontrate, che vanno dall'impianto idrico all'eccessivo numero di persone per locale (si parla di circa settecento, ottocento persone).

Il Comune proseguirà il dialogo dopo le feste di Natale e Capodanno, quando probabilmente conosceremo meglio il futuro di quest'area torinese.

Foto credit: Profughi a Torino, di Alberto Alpozzi 2009 ©