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Codici Uova, una guida utile per capirne il significato PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Giugno 2010 12:43
Codici UovaLe uova sono buone. Le uova fanno bene. Vi sono mille ricette per cucinare con questo semplice alimento dalle elevate qualità nutrizionali. Non tutti possono o vogliono farne a meno, ma, quando le acquistiamo, sappiamo da dove arrivano? Sappiamo se la nostra "adorata" gallina è stata trattata bene? Se ha respirato aria pura, se ha mai visto un raggio di sole e se ha mangiato sano? Alcune galline vengono maltrattate, chiuse in gabbie piccolissime senza possibilità di muoversi, di camminare, di vivere.
Ad alcune crescono troppo le unghie (non riuscendo a tagliarsele stando in una scatoletta di ferro) e s'impigliano con la grata della gabbia, rimanendo così incastrate. Altre impazziscono e diventano aggressive (beh... vorrei ben vedere, ne hanno tutto il diritto!).
Possiamo chiudere questi bunker d'allevamento? No, noi no... ma il mercato si! Come fare? Vediamo subito di spiegarlo:
Per legge le uova devono avere, sia sulla confezione (non sempre) che sul guscio, un codice. Facciamo un esempio. Se sul vostro uovo trovate il seguente codice:
3 IT 001 VR 0XX
il primo numero (quello che più c'interessa) indica il tipo di allevamento:
  • "0" - Produzione biologica (accesso quotidiano all’esterno, spazio di almeno 2,5 metri quadrati per gallina, nidi, trespoli, lettiere, un massimo di dodici galline per metro quadrato al coperto, mangime biologico)
  • "1" - All'aperto (accesso quotidiano all’aperto, spazio di almeno 2,5 metri quadrati per gallina, nidi, trespoli, lettiere, un massimo di dodici galline per metro quadrato al coperto)
  • "2" - A terra (allevamento a terra senza gabbie ma in capannoni chiusi senza accesso all’esterno, un massimo di dodici galline per metro quadrato, nidi, trespoli, lettiere)
  • "3" - In gabbia (allevamento intensivo in batteria, quattro o cinque galline per gabbia, spazio inferiore ad un foglio di carta A4, assenza di nidi, trespoli e lettiere, impossibilità di soddisfare comportamenti naturali, luce artificiale forzata e taglio del becco per evitare il cannibalismo)
IT - paese di produzione delle uova
001 - comune di allevamento
VR - provincia di appartenenza
0XX - allevamento di deposizione
Quante conseguenze scaturiscono da un semplice gesto quotidiano. Un codice, un numero, che pochi guardano quando acquistano, può determinare una serie di eventi a catena: il diffondersi o meno del modello d'allevamento più giusto, più sano e più "naturale".
Cerchiamo dunque le uova del primo o del secono tipo.
Primo: è vero, purtroppo il 90 (se non il 99) per cento dei supermercati e negozi vendono uova di tipologia 3, ossia "made in bunker" ma...
pian piano, facendolo presente ai gestori sprovvisti, possiamo invogliare i commercianti a fornirsi di altre tipologie.
Secondo: è vero, le biologiche (tipologia 0) costano 30, 40, 50 centesimi in più ma...
non spendiamo forse cifre maggiori per altri prodotti superflui?
Terzo: è più sano e salutare un uovo fatto da ua gallina che vive in mezzo alla natura o quello fatto da una gallina che vive al chiuso, schiacciata in mezzo ad altre "sorelle di sventura" e con luce artificiale perenne?
Dopodiché non è forse preferibile pensare a questo povero animale libero, in mezzo al verde, che cammina, corre e si nutre in modo naturale?
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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Giugno 2010 12:50
 
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